UNI.VO.C.A. (Unione Volontari Culturali Associati) si interroga sul proprio futuro dopo la pandemia.

UNI.VO.C.A. (Unione Volontari Culturali Associati, dal 1990) si interroga sul proprio futuro dopo la pandemia.

Dai temi emersi durante la tavola rotonda organizzata da UNI.VO.C.A. il 10 ottobre e dai contributi dei partecipanti al Consiglio direttivo del 20 novembre scorso, sono stati evidenziati alcuni punti ritenuti fondamentali.

a) Ricambio generazionale per saper guardare avanti

Si manifesta sempre più pressante l’esigenza di un ampio coinvolgimento del “mondo giovanile” nel volontariato culturale (individuare nuove strategie). È necessario avviare un “ricambio generazionale” nelle posizioni dirigenziali delle organizzazioni di volontariato culturale. Occorre conseguentemente innovare e non ripetere sempre gli stessi percorsi, tenendo in conto quelli fino ad oggi positivamente realizzati a causa della pandemia (visite virtuali a musei, mostre, siti, pillole di cultura online, collegamenti online, ecc.). Occorre potenziare l’attività di gruppo, ampliare la base per l’utilizzazione delle nuove tecnologie, sperimentare nuove metodologie di lavoro.

Proposte di sintesi:

  • utilizzare la struttura del Centro di Servizi VOL.TO per la ricerca di nuovi volontari giovani e non,
  • organizzare un corso di alfabetizzazione sul volontariato culturale, aperto ai giovani,
  • organizzare un corso di alfabetizzazione informatica verso i meno giovani;
  • organizzare un corso sui valori del volontariato culturale per insegnanti delle scuole superiori,
  • organizzare un corso sui valori del volontariato culturale e sulla tutela dei BBCC per studenti dell’Università.

b) Rappresentanza e partecipazione

Le associazioni culturali dovranno diventare veri punti di riferimento culturale e solidale sui territori (occorre individuare nuove strategie post Covid). Le associazioni culturali potranno anche avvalersi di testimonial e di influencer (locali per le singole associazioni; più generali per UNI.VO.C.A.). Le associazioni culturali dovranno sviluppare un’ampia informativa sul territorio (potenziare “UNI.VO.C.A. Notizie”, realizzare locandine, pannelli informativi, potenziare la comunicazione su internet, media, social e newsletter).

Proposte di sintesi:

  • organizzare dei tabelloni multimediali informativi da collocare in più punti nevralgici della città,
  • accreditare UNI.VO.C.A. come Consulta del Volontariato Culturale presso la Regione Piemonte,
  • accreditare UNI.VO.C.A. come Consulta del Volontariato Culturale presso enti ed organizzazioni private,
  • potenziare il Progetto UNI.VO.C.A.on-line con la presenza e partecipazione capillare delle associazioni sul territorio piemontese per una informazione diretta che susciti audience,
  • potenziare l’uso della comunicazione a distanza per divulgare i progetti di UNI.VO.C.A. in corso di realizzazione (Agorà del Sapere, Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A., Il Quaderno del Volontariato Culturale, La biblioteca dei Volontari, Pronto Soccorso per i BBCC, Progetto Sindone, La Rete UNI.VO.C.A.).

c) Cultura della solidarietà per fare squadra nella comunità

È necessario potenziare la solidarietà nei confronti della cultura in generale ed in particolare nei confronti dei BBCC (sensibilizzazione, tutela, salvaguardia). Tale
mission si traduce nel voler essere i “custodi” dei Beni Culturali e di conseguenza saper partecipare alla loro miglior conservazione e fruizione (Pronto Soccorso per i BBCC, ecc.). È necessario innovare sistemi, metodi e forme del volontariato per guardare avanti oltre il presente. È necessario saper proporre per i problemi esistenti soluzioni innovative e pragmatiche in aggiunta a quelle tradizionali.

Proposte di sintesi

  • allargamento del progetto “Pronto soccorso” perché è innovativo e all’avanguardia per il coinvolgimento diretto di Enti pubblici e privati nella salvaguardia e nella gestione dei BBCC,
  • far riconoscere l’impegno sociale prestato dai volontari con facilitazioni, benefici fiscali, ingressi gratuiti ai musei (si ricordi l’iniziativa dell’allora Ministro della Cultura, Melandri).
  • far riconoscere nei bandi le ore impiegate a servizio della comunità,
  • dare valore alle capacità ed al merito dei volontari con la certificazione delle competenze ed il riconoscimento delle esperienze maturate,
  • avviare iniziative allargate, nel rispetto delle proprie prerogative, a tutte le associazioni di volontariato culturale e non solo alle associazioni aderenti ad UNI.VO.C.A.
  • riconoscere UNI.VO.C.A. come comune denominatore sia nella rappresentanza sia nell’identità del volontariato culturale.

Il senso di questo documento, approvato all’unanimità dal Consiglio Direttivo, intende offrire e proporre un coinvolgimento agli Enti Istituzionali per stabilire insieme
un tavolo di confronto operativo con frequenza trimestrale.

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