L’alzheimer tra un caffè e l’altro: incontro con le realtà piemontesi Archivio calendario News 28 Febbraio 201412 Febbraio 2014 Diciassette anni fa nasceva il primo Alzheimer Caffè del mondo, ad opera dello psicogeriatra olandese Bère Miesen, scelta maturata dalla consapevolezza che oltre alle cure sanitarie, per intervenire in casi di Alzheimer occorreva investire anche in ambito psico-sociale. Tra gli obiettivi di Miesen l’assistenza sugli aspetti medici, l’importanza dell’informazione diretta e la prevenzione dell’isolamento erano aspetti da trattare a largo raggio includendo non solo gli individui colpiti dall’Alzheimer ma anche i loro famigliari. Venerdì 28 febbraio, l’Associazione A.S.V.A.D., insieme al Centro di Salute Psicofisica, invita alla tavola rotonda “Un caffè tira l’altro – Gli Alzheimer Caffè del Piemonte”, che si terrà dalle 9.00 alle 13.00 presso Casa Serena in corso Lombardia 115 a Torino, un’occasione di dibattito e confronto sulla situazione e sui percorsi di queste realtà della nostra regione oltre che un’opportunità di interscambio di esperienze e best-practice. L’obiettivo è quello di stimolare la rete tra le varie realtà che si occupano di Alzheimer e permettere la sinergia tra istituzioni pubbliche e Alzheimer Caffè al fine di rendere più efficiente il servizio offerto alle famiglie. All’appuntamento interverranno numerose personalità del settore tra cui: Ugo Cavallera, assessore alla Tutela della Salute e Sanità della Regione Piemonte; Elide Tisi, vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino; Antonio Maria Cotroneo, presidente AIP sezione Valle d’Aosta; Giuliano Carlo Geminiani, Università degli studi di Torino – Dipartimento di Psicologia; Daniela Leotta, Neurologa – vicepresidente AIP sezione Piemonte; Nicoletta Nicoletti, direttrice della struttura sanitaria “Casa Serena” di Torino; Marco Trabucchi, Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia. Parteciperanno ai lavori i Caffè Alzheimer di Torino, Rivoli, Alessandria, Saluzzo, Asti, Pinerolo, Dronero, Pallanza, Biella, Novara e Chieri. In Piemonte sono tutt’ora attivi 13 Alzheimer Caffè, il primo dei quali nato nel 2007 a Dronero, nel cuneese. L’“Alzheimer Caffè Torino” nasce qualche anno più tardi, nel 2010, su iniziativa dell’Associazione di Volontariato A.S.V.A.D. che mira a dare ai familiari dei pazienti colpiti da Alzheimer un supporto concreto e immediato per affrontare il quotidiano. Agli incontri, che si tengono con cadenza mensile, partecipano una media di 8 persone colpite da Alzheimer con una ventina di familiari a seguito. Ogni incontro vede spesso la partecipazione di nuove famiglie che si approcciano all’iniziativa. Negli anni il progetto è diventato uno strumento che fornisce informazioni dettagliate sulla malattia, sulle strutture a cui rivolgersi, sugli aspetti legali, diagnostici e farmacologici. Svolge quindi l’importante compito di informare e sensibilizzare sulla malattia sollecitando l’attenzione delle istituzioni, delle aziende e della popolazione. Sostiene inoltre i familiari e i malati diventando un punto di collegamento e coordinamento. Infine svolge la funzione di rappresentante per la tutela dei diritti delle persone coinvolte, promuove la ricerca e favorisce la nascita di altri Alzheimer Caffè. Sin dalla fondazione l’Alzheimer Caffè Torino coinvolge enti pubblici e privati, dalle ASL del territorio, al Comune di Torino oltre che SPAZZI la Locanda degli Arrivanti, storica location in cui si svolge il progetto, e il Centro di Salute Psicofisica. Grazie al modello di rete allagata, ampiamente utilizzata nell’ambito del Volontariato, è stato possibile realizzare un modello alternativo all’erogazione di un servizio che il sistema sanitario non sarebbe stato in grado di sostenere. L’Alzheimer è una condizione in costante aumento che solo nel 2010 contava oltre 35milioni di persone colpite dalla patologia in tutto il mondo, un numero destinato ad aumentare in maniera esponenziale e a raddoppiare nei prossimi 20 anni. In Italia gli interessati sono circa 650mila. Le statistiche evidenziano come quasi la metà delle persone che si occupano di famigliari colpiti da Alzheimer vanno incontro a disturbi di tipo psicologico oltre a dover far fronte a spese economiche che si attestano a circa 60mila euro l’anno a paziente, tra costi diretti (25%) e costi indiretti (75,6%): questi ultimi a carico di 8 famiglie su 10 Per informazioni: info@asvadtroino.org www.asvadtorino.org Share on Facebook Share Share on TwitterTweet Send email Mail Print Print