Accessibilità e salute mentale, le barriere invisibili News 22 Giugno 20263 Luglio 2026 Si è svolto venerdì 19 giugno, al Centro InformaGiovani di Torino, l’incontro “Accessibilità e inclusione all’InformaGiovani”. L’appuntamento ha presentato i risultati di un percorso di ascolto e co-progettazione dedicato all’accessibilità degli spazi pubblici. Il lavoro ha coinvolto il Centro InformaGiovani di Torino, con il coordinamento del Collettivo Fresco, e dieci associazioni della città. Tra queste anche Progetto Itaca Torino ETS-ODV. Il percorso si è svolto tra dicembre 2025 e aprile 2026 e ha messo al centro un tema spesso poco visibile: le barriere incontrate da persone con disturbi della salute mentale, neurodivergenze o disabilità cognitive. Le barriere che non si vedono Quando si parla di accessibilità, il pensiero va spesso alle barriere fisiche. Rampe, porte larghe, ascensori e percorsi senza ostacoli sono elementi fondamentali. Ma non esauriscono il tema. Per molte persone, entrare in uno spazio pubblico può essere difficile anche per altri motivi. Può pesare l’ansia di non sapere cosa si troverà all’interno. Può diventare insostenibile un ambiente troppo rumoroso. Può creare disagio il timore di essere fraintesi, osservati o giudicati. Sono barriere meno visibili, ma molto concrete. Riguardano il modo in cui uno spazio accoglie, comunica e permette alle persone di sentirsi al sicuro. Un percorso di ascolto e co-progettazione Il progetto ha riunito realtà che lavorano con persone sorde, cieche, con disabilità motorie, intellettive, con autismo, dislessia e disturbi psichiatrici. L’obiettivo era capire quali ostacoli possono emergere nell’accesso a uno sportello pubblico. Il confronto ha permesso di raccogliere bisogni, esperienze e proposte operative. Da questo lavoro è nato un vademecum rivolto a operatrici e operatori. Il documento entra nel merito di aspetti spesso trascurati. Tra questi, l’importanza di descrivere in anticipo com’è fatto uno spazio, per chi ha bisogno di prevedibilità. Oppure la presenza di un angolo tranquillo, utile in caso di sovraccarico sensoriale. Anche il tono di voce, lo sguardo e il modo di porsi possono diventare elementi decisivi nell’accoglienza. Il ruolo di Progetto Itaca Torino Tra le associazioni coinvolte nel percorso c’era anche Progetto Itaca Torino ETS-ODV. L’associazione supporta le persone con disturbi della salute mentale e le loro famiglie attraverso programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione. Progetto Itaca Torino fa parte della Fondazione Progetto Itaca, presente in 18 sedi sul territorio nazionale. Il suo impegno è rivolto alla riduzione dello stigma e alla promozione dell’inclusione sociale e lavorativa. L’incontro del 19 giugno ha restituito il valore di un approccio all’accessibilità più ampio. Non solo abbattimento delle barriere fisiche, ma anche attenzione agli aspetti relazionali, sensoriali e comunicativi che incidono sulla possibilità di partecipare alla vita della comunità. Share on Facebook Share Share on TwitterTweet Send email Mail Print Print