REAS 2026, la Protezione Civile di Vol.To fa rete

I volontari della Protezione Civile hanno trovato a REAS 2026 un’occasione per confrontarsi con strumenti, tecnologie e scenari di emergenza in continua evoluzione. La venticinquesima edizione della rassegna ha superato le 30 mila presenze, con 310 espositori provenienti dall’Italia e da altri 24 Paesi. Mezzi speciali, droni, robot per il soccorso, tecnologie per il monitoraggio del territorio e sistemi di comunicazione hanno mostrato quanto stia cambiando il modo di intervenire nelle emergenze.

Per i volontari della Commissione, però, una parte importante dell’esperienza è passata attraverso convegni, seminari e momenti formativi. Tra i temi affrontati, il soccorso in presenza di veicoli elettrici, la sicurezza in montagna, le operazioni con elicottero, gli incendi boschivi estremi e le responsabilità del volontariato di Protezione Civile.

Proprio durante un incontro dedicato agli incendi boschivi, il coordinatore della Commissione Stefano Lergo è stato coinvolto in un confronto informale con piloti di Canadair e specialisti dell’antincendio boschivo. Per oltre quaranta minuti sono state messe a confronto due prospettive sulla difficile stagione vissuta in Piemonte: quella di chi ha operato a terra e quella di chi ha combattuto gli incendi dall’alto. Un dialogo nato senza essere programmato, ma reso possibile da esperienze professionali e operative maturate sullo stesso territorio.

Da Lago Nero ai corridoi della fiera

Uno degli aspetti più significativi della tre giorni è nato quasi senza essere programmato. Molti partecipanti all’esercitazione Lago Nero 2026 si sono ritrovati casualmente nei padiglioni di Montichiari. L’occasione è diventata subito un momento di confronto sull’esperienza vissuta poche settimane prima.

Uno scambio informale, ma prezioso. Le impressioni raccolte contribuiranno anche al debriefing previsto nelle prossime settimane tra le organizzazioni coinvolte. REAS si è trasformata così in un luogo d’incontro “in tempo di pace”. Un’occasione per ritrovarsi lontano dalle emergenze e dagli scenari esercitativi.

È proprio questa continuità a caratterizzare il lavoro della Commissione: formarsi, esercitarsi, confrontarsi e poi rileggere insieme ciò che si è fatto. Un percorso che permette di arrivare più preparati all’appuntamento successivo.

Emergenze che cambiano mentre ci si prepara ad affrontarle

La partecipazione alla rassegna ha permesso anche di guardare alle emergenze che stanno cambiando più rapidamente. Gli incendi boschivi sono sempre più estesi e difficili da controllare. Gli eventi meteorologici estremi pongono problemi nuovi. Anche le tecnologie richiedono competenze e modalità operative in continua evoluzione.

A rendere particolarmente concreto questo scenario è stato un episodio avvenuto durante uno dei convegni sugli incendi estremi. Mentre gli esperti discutevano degli effetti dei fenomeni meteorologici più violenti, un funzionario collegato dalla Sicilia ha ricevuto in tempo reale la notizia di un grave evento appena verificatosi nell’area di Marsala. Quello che inizialmente era stato descritto come il passaggio di trombe marine è stato successivamente classificato come tornado di categoria F2, con danni agli edifici e feriti.

In pochi minuti, la distanza tra formazione ed emergenza reale si è praticamente annullata. Un episodio che ha reso evidente quanto il sistema sia chiamato ad aggiornarsi mentre, contemporaneamente, deve rispondere a fenomeni sempre più complessi e intensi.

Gli incontri di Montichiari sono serviti quindi anche per iniziare a ragionare sui prossimi percorsi formativi invernali e sul campo scuola del 2027. Il confronto con gli esperti del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha inoltre offerto nuovi spunti. In particolare, in vista dello stage in valanga che la Commissione organizza tradizionalmente per unità cinofile e battitori.
Tre giorni intensi, inseriti in un percorso molto più ampio. Dietro ogni intervento durante una calamità ci sono mesi di preparazione e di esercitazioni. Ma anche relazioni costruite nel tempo tra persone che dedicano alla Protezione Civile competenze ed energie durante tutto l’anno.

 

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