Disability Film Festival, giovedì 10 verrà presentato il film (mai uscito in Italia) ‘Café de Flore’

Il Disability Film Festival torna a far parlare di sé con un evento davvero speciale: giovedì 10 novembre presso la sala “Cubo” di Off Topic in Via Giorgio Pallavicino 35 a Torino, infatti, è in programma la proiezione di “Café de Flore” di Jean-Marc Vallée (120′ – Canada, Francia, 2011). L’evento è organizzato in collaborazione con Pietre Pictures nell’ambito della minirassegna “Tag uə if you can”, ideata come percorso di avvicinamento alla nuova edizione del DFF con l’obiettivo di mantenere una finestra aperta sulla tematica della rappresentazione della disabilità nel cinema ma, soprattutto, per rafforzare le collaborazioni esistenti con associazioni ed enti culturali del territorio e costruirne di nuove fondendo i reciproci pubblici. La proiezione sarà resa completamente accessibileattraverso sottotitolazione in italiano e audiodescrizione. Durante la presentazione e gli interventi, curati dalla Direttrice Artistica del DFF Carmen Riccato e dalle fondatrici di Pietre Elsi Perino ed Ilaria Ciavattini, sarà disponibile servizio di interpretariato LIS; ingresso libero fino ad esaurimento posti.

“Café de Flore”, presentato nella sezione “Giornate degli Autori” durante la  68° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ma mai uscito nelle sale italiane, narra la storia di Jacqueline (Vanessa Paradis), madre single di Laurent (Marin Gerrier), bambino con sindrome di Down innamorato della vita e della musica del suo tempo: è proprio la musica ciò che connette Laurent ai cuori di chi lo circonda, nella Parigi degli anni ’60 del secolo scorso. Una passione che si scopre indissolubilmente legata all’educazione sentimentale di Antoine (Kevin Parent), dj canadese sulla cresta dell’onda con due bimbe meravigliose e una moglie devota, Carole (Hélène Florent), dalla quale sta per divorziare per amore incomprimibile di Rose (Évelyne Brochu). A guardarli, Antoine e Rose sono fatti per stare insieme: tra i loro corpi c’è un magnetismo inspiegabile, la loro complicità non ha bisogno di parole, si cercano e si incastrano senza intenzione di ferire; se la loro relazione fosse una metafora filosofica, in una parola, sarebbe sillogismo, con i loro corpi e le loro storie a recitare il ruolo di premesse di una predestinazione. Due storie d’amore in un unico Tempo che, nel suo flusso, rivela il potere inarrestabile di un sentimento d’amore in grado di salvare il Mondo ogni giorno.

Come già avvenuto lo scorso maggio con “Breaking Out” di Michael McCormack, proposto al Cinema Massimo grazie alla sinergia con Seeyousound International Music Film Festival, anche in questo caso il film selezionato si inserisce alla perfezione nella mission del Disability Film Festival, rassegna cinematografica organizzata da Associazione Volonwrite nella convinzione che la disabilità rappresenti in primo luogo un “modo di essere”, un aspetto identitario di chi la vive di persona, di chi la conosce da vicino e di chi la condivide. Il festival si propone di offrire una prospettiva interna facendo dei prodotti culturali – dal cinema alla letteratura – strumenti per costruire una realtà più inclusiva: «Café de Flore – spiega laDirettrice Artistica del DFF Carmen Riccato – del compianto Jean-Marc Vallée è la seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta di storie intersezionali in cui la disabilità e la spinta inclusiva sono solo una parziale chiave di lettura dell’intera storia del film. Riuscire a proiettarlo e avere l’occasione di omaggiare Vallée con il suo lavoro meno conosciuto,  iniziatore di una riflessione sull’umanità marginalizzata ma non marginale è, per noi, un onore indicibile. Farlo con Pietre, inoltre, renderà la serata davvero unica per una racconto che merita di essere riscoperto, a maggior ragione alla luce della prematura quanto improvvisa morte del regista di “Dallas Buyers Club”, film vincitore di quattro premi Oscar nel 2014, ma consacrato soprattutto grazie a “C.R.A.Z.Y.” nel 2005, vero e proprio “coming of age queer”».

Il rapporto con Pietre Pictures, casa di produzione indipendente torinese nata nel 2020 dalla collaborazione decennale tra Elsi Perino e Ilaria Ciavattini con l’obiettivo di occuparsi di sessualità, identità, genere, stereotipi correlati all’orientamento e multiple espressioni delle relazioni interpersonali attraverso il documentario, i videoclip e le videoinstallazioni, parte dagli stessi presupposti. Il primo lavoro scritto e co-diretto dal duo, “Un uomo deve essere forte” (2019, presentato in anteprima al 60° Festival dei Popoli di Firenze), tratta della transizione “female to male” di un ragazzo della provincia di Brescia, mentre la prima produzione come Pietre, “Venti Arcobaleno” (2021), celebra il ventennale del Servizio LGBT del Comune di Torino: «Sin dal primo lavoro prodotto – dichiarano le due fondatrici – Pietre considera fondamentale, per il proprio indirizzo, dar voce e supportare la pluralità degli sguardi che servono a destrutturare e mettere in discussione il concetto di norma. Grazie al sodalizio con DFF è possibile unire due delle cose che muovono la nostra ricerca: il cinema come mezzo di esplorazione, formazione e messa in chiaro di voci e sguardi finalmente plurali».

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