L’Armenia oggi, tra passato e futuro

image001In occasione del centenario del genocidio del popolo Armeno, l’Associazione AS.SO presenta il progetto “Armenia oggi, tra passato e futuro”: una serie di eventi in Città per tutto il 2015 dedicati alla memoria del tragico sterminio, avvenuto tra il 1915 e il 1917 ad opera dell’impero Ottomano, ma soprattutto alla scoperta di un popolo in cui respirano e si tramandano tradizioni millenarie. Definito da alcuni “il Paese delle pietre urlanti”, l’Armenia ha sviluppato nei secoli un’identità peculiare: unico lembo cristiano tra mondi musulmani, ha costruito un’architettura, una cultura, una musica in cui Occidente e Oriente si fondono. Il Comune di Torino il 6 febbraio 2012, su impulso di AS.SO, ha riconosciuto il genocidio armeno. Un grande passo di consapevolezza delle istituzioni a cui il progetto “Armenia oggi, tra passato e futuro” intende dar seguito, coinvolgendo le persone nella scoperta di un capitolo di storia ancora troppo in ombra. Il primo appuntamento è il 21 marzo alle ore 12.00: giorno di inaugurazione di due mostre, “Armin Wegner e gli armeni in Anatolia 1915” e “Gli armeni e l’Armenia di Garen Kokciyan”, esposte nei locali del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello a Torino. La prima esposizione, attraverso immagini e testimonianze, da voce ai deportati nel deserto di Der es Zor, raccontando storie di dignità e sofferenza; la seconda è un percorso di quotidianità e bellezza, attraverso foto e illustrazioni di monasteri, paesaggi e opere d’arte. Fino al 6 aprile oltre a visitare le mostre, saranno organizzati incontri su temi specifici, quali “Il ruolo delle donne nel genocidio armeno”.

Oltre alle immagini, a raccontare l’Armenia saranno la musica, i film e la letteratura. Il 7 maggio alle ore 20.30 il Conservatorio Giuseppe Verdi ospiterà un grande concerto dedicato alla musica tradizionale armena, con le sue contaminazioni persiane, georgiane, azere, arabe, turche ed ebraiche. Si proseguirà poi con una rassegna cinematografica e una letteraria. Un’occasione per tutti i cittadini di esplorare l’affascinante cultura armena che ha saputo, nonostante il genocidio e la successiva diaspora, restare viva, coinvolgendo mondi e popoli diversi nel corso dei secoli.

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