Radio UGI si evolve e supera i confini della quarantena

Radio UGI è un progetto nato nel 2018 presso l’associazione UGI – Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini ONLUS di Torino, che da 40 anni si occupa di assistenza e ospitalità di famiglie con un figlio in cura presso il Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

Perché una radio?

Perché sarebbe stato un utile strumento di comunicazione, raggiungibile da tutti (essendo in streaming) e fruibile dai bambini e dai ragazzi assistiti dall’Associazione, i quali avrebbero rivestito un ruolo centrale nell’attività. Oltre a farli distrarre, divertire, li avrebbe aiutati soprattutto a contrastare quel senso di isolamento che necessariamente la malattia oncologica comporta.

A cosa serve Radio UGI?

In molteplici occasioni all’UGI è capitato di sentirsi rivolgere questa domanda. Nel progetto iniziale, vincitore di un bando della Fondazione CRT, si ipotizzavano una serie di obiettivi, tutti raggiunti: coinvolgere i piccoli degenti nella redazione di contenuti; permettere, a chi fosse interessato, di lavorare sul linguaggio per elaborare le proprie esperienze; coinvolgere i volontari dell’Associazione; dedicare uno spazio di informazione ai medici dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. Ultimo, non a caso, aumentare l’interazione con l’esterno da parte degli abitanti di Casa UGI e dei pazienti degenti in reparto.

In questo periodo tutti stiamo scoprendo le difficoltà insite nell’isolamento e la necessità di non perdere il contatto con l’altro. Ed è proprio qui che entra in gioco la nuova formula proposta dall’Associazione, ovvero “La Radio a distanza”.

Il bisogno di vicinanza è considerato essenziale dagli psicologi e l’UGI, con la sua presenza in reparto e presso Casa UGI, ha sempre contribuito a lenire la sofferenza dei piccoli pazienti.

Oggi, in questo stato di crisi, Radio UGI è diventata il modo per garantire uno dei servizi essenziali che l’Associazione è sempre riuscita a garantire: l’assistenza ai giovani.

I volontari della Radio si prodigano giornalmente per la realizzazione di intrattenimenti e contenuti per i residenti in Casa UGI e per i degenti presso il reparto di oncoematologia pediatrica tramite una semplice connessione via Skype. Le dirette si potranno ascoltare ogni giorno, dalle 16,30 in poi, collegandosi direttamente al sito UGI www.ugi-torino.it .

La prima cosa che dico a tutte le persone interessate a fare la radio – dice Pierpaolo Bonante coordinatore e promotore di Radio UGI – è che questo strumento di comunicazione si basa sull’ascolto più che sulla parola. Fare la radio a distanza è molto complicato perché la complicità che si crea dal vivo è più difficile da creare ma i nostri speaker, dopo anni di esperienza, stanno dimostrando grande talento nella gestione delle puntate, che ringrazio di cuore per la disponibilità dimostrata.

La radio, nel 2020, può assumere un nuovo significato, quello di grande comunità. L’UGI è infatti una comunità di persone che per ragioni indipendenti dalla loro volontà si trovano in isolamento, ma insieme possono rendere questa quarantena sopportabile grazie alla tecnologia e alla volontà dei partecipanti.”

Tra risate, giochi, quiz, domande e dubbi i pomeriggi vengono allietati per qualche ora; ciò viene garantito anche agli ascoltatori da casa.

Le parole della prof.ssa Franca Fagioli (Direttore del Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’OIRM), poco prima dell’inaugurazione del progetto nel 2018, sono più che mai attuali e significative “Il progetto, oltre a rispondere pienamente allo scopo di sostenere, alleviare e prevenire, ove possibile, le sofferenze dei bambini e degli adolescenti che si trovano a vivere una situazione difficile a causa di una grave malattia, presenta caratteristiche innovative e uniche, distinguendosi da tanti altri progetti fino ad ora avviati presso la nostra struttura ospedaliera. Permetterà ai giovani di sviluppare nuove competenze e abilità, facendo loro scoprire un’attività diversa in grado di appassionarli e coinvolgerli, perché “sentirsi parte di qualcosa” li aiuterà a recuperare fiducia e speranza”.

Con queste parole, l’UGI vuole ispirarsi a resistere insieme ad ogni avversità, creando una comunità gentile e discreta, ma unita e compatta.

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