Persone scomparse, appello per una legge europea

Tre giorni di incontri, testimonianze e condivisione tra famiglie che vivono la stessa attesa. Si è conclusa a Córdoba, in Spagna, la partecipazione dell’associazione Cercando Fabrizio e… all’incontro nazionale “En su nombre – Creación compartida para afrontar la ausencia”, promosso dalla Fundación Quién Sabe Dónde Global (QSDGlobal) e dedicato al tema delle persone scomparse.

L’iniziativa si è svolta in occasione della Giornata nazionale spagnola dedicata alle persone scomparse senza causa apparente, riunendo familiari, associazioni e operatori impegnati su questo tema. A rappresentare l’associazione italiana è stata la presidente Caterina Migliazza, madre di Fabrizio Catalano, scomparso a 19 anni il 21 luglio 2005 ad Assisi, dove si trovava per partecipare a un corso di musica. Da allora non si hanno più notizie certe di lui.

La tre giorni di Córdoba ha riunito circa 60 famiglie provenienti da diversi territori, offrendo uno spazio di dialogo e condivisione tra persone accomunate dalla stessa esperienza di attesa e incertezza. L’iniziativa ha permesso di mettere in comune storie, percorsi e difficoltà, rafforzando una rete di sostegno tra famiglie che, in contesti diversi, si trovano ad affrontare la stessa realtà.

Al centro degli incontri anche alcune richieste avanzate dalla Fundación Quién Sabe Dónde Global, guidata dal giornalista Paco Lobatón, che da anni promuove un impegno istituzionale più strutturato sul tema delle persone scomparse. Tra le proposte discusse, la creazione di una procura specializzata capace di seguire in modo coordinato i casi di scomparsa e di garantire alle famiglie un riferimento chiaro durante tutte le fasi delle ricerche. Accanto a questa richiesta, è stata ribadita la necessità di avviare il percorso verso una legge integrale europea dedicata alle persone scomparse.

L’obiettivo è definire un quadro normativo comune che riconosca il diritto delle famiglie a essere informate e coinvolte nei percorsi di ricerca, rafforzi la cooperazione tra autorità giudiziarie e forze dell’ordine dei diversi Paesi e metta a disposizione strumenti più efficaci per affrontare un fenomeno che, per la sua natura, spesso supera i confini nazionali. Una normativa condivisa a livello europeo permetterebbe di rendere più omogenee le procedure e di offrire maggiore tutela a chi, da anni, continua a cercare risposte.

Durante l’iniziativa non sono mancati momenti di forte condivisione emotiva tra le famiglie presenti. Racconti, ricordi e testimonianze hanno dato forma a un percorso collettivo costruito “nel loro nome”, per continuare a cercare e chiedere maggiore attenzione su un fenomeno spesso poco visibile. «Sono stati giorni molto intensi, segnati da emozioni profonde e da una grande condivisione tra famiglie che vivono la stessa assenza», racconta Caterina Migliazza. «Abbiamo ascoltato storie che, pur arrivando da Paesi diversi, parlano lo stesso linguaggio del dolore e della speranza. Dietro ogni caso di scomparsa ci sono persone e famiglie che chiedono attenzione, strumenti più efficaci e un impegno concreto delle istituzioni. Anche per questo il nostro impegno continua come sempre: sono previsti nuovi incontri pubblici, tra cui iniziative ad Alassio e con l’Università di Roma, oltre ad attività nelle scuole. È importante coinvolgere i giovani e rafforzare la sensibilizzazione su questi temi».

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