LegalArte presenta: “Ali Spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni”,

LEGALARTE“Ali Spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni”, di Paolo Miggiano. Appuntamento il 30 giugno 2015 ore 18 – Circolo dei Lettori, via Bogino 9 Torino

La storia di Annalisa Durante, la 14enne uccisa il 27 marzo 2004 nel quartiere napoletano di Forcella in un conflitto a fuoco tra clan rivali, travalica i confini locali e approda a Torino.

Appuntamento a martedì 30 giugno alle ore 18 al Circolo dei Lettori di via Bogino 9, dove, su iniziativa della Commissione Consiliare Speciale di promozione della cultura della legalità del Comune di Torino e dell’Associazione Legal@rte, si presenta il libro “Ali Spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni”, scritto da Paolo Miggiano, edito da Di Girolamo e promosso dalla Fondazione Polis, la struttura della Regione Campania per l’aiuto alle vittime innocenti della criminalità e la valorizzazione dei beni confiscati alla camorra.

Con l’autore intervengono la Presidente della succitata Commissione Consiliare Fosca Nomis, il dirigente della Squadra Mobile della Questura di Torino Marco Martino, la presidente dell’Associazione Legal@rte Roberta  Di Chiara e la coordinatrice della commissione cultura della 6° Circoscrizione di Torino Daniela Todarello e Don Valter Rossi della Comunità salesiana San Luigi di San Salvario.

Reading a cura di Cristina Momo.

La drammatica storia di Annalisa Durante rappresenta una delle pagine più buie di cronaca nera degli ultimi anni del nostro Paese; quando un’adolescente viene colpita mortalmente dalla violenza criminale, non si può archiviare il fatto come un brutto episodio di rilevanza locale, soprattutto quando il delitto è frutto di un contesto in cui regna il degrado, l’incuria, il senso di abbandono, la solitudine.

Sfogliando le pagine di “Ali Spezzate”, emergono svariate sfumature. C’è l’esigenza di non dimenticare il sacrificio di Annalisa e insieme al suo quello delle oltre mille vittime innocenti della criminalità del nostro Paese. C’è il desiderio di giustizia, intrinsecamente legato al senso della memoria, perché non dimenticare non vuol dire piangere la morte assurda di una quattordicenne ma fare in modo che questa stessa morte non risulti vana. C’è un forte grido di dolore, rivolto in particolare alle  istituzioni. Cosa si poteva fare che non è stato fatto affinché ciò non accadesse? E cosa è stato fatto dopo?

E’ un libro pieno di domande “Ali spezzate”, che ad un’accurata analisi del contesto storico e territoriale in cui è maturato l’atroce delitto di Annalisa Durante affianca un’amara descrizione delle tante promesse mancate per dare una nuova vita al quartiere di Forcella. Eppure, proprio il papà di Annalisa, Giannino Durante, “è riuscito a tirar fuori il miele dalla morte”, come ha affermato il Premio Oscar Roberto Benigni al Teatro di San Carlo nel giugno del 2014 in occasione della terza edizione del Festival del Giornalismo. Piazza Forcella e la biblioteca intitolata alla memoria della figlia Annalisa sono lì a dimostrare che Giannino Durante crede in un futuro diverso per il suo quartiere, fatto di cultura, legalità, crescita, sviluppo e occasioni peri giovani: una formula di rigenerazione urbana capace di contrastare il degrado  da applicare ad ogni latitudine.

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