Approvata la Riforma, ecco cosa cambia per il Terzo Settore In primo piano 14 Giugno 201614 Giugno 2016 La Camera ha approvato, con 239 voti favorevoli e 78 voti contrari, la legge delega al governo per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e della disciplina del servizio civile. Il provvedimento, presentato il 22 agosto del 2014, era stato già approvato in prima lettura a Montecitorio, poi modificato nel passaggio al Senato ed ora ha ottenuto il via libera definitivo. La riforma riguarda tutto ciò che è riconducibile al Terzo settore: associazionismo, volontariato, impresa sociale, cooperative sociali. Un comparto che, come emerge dall’ultimo rapporto ISTAT, conta 300mila organizzazioni non profit che impiegano 681mila addetti e 271mila lavoratori esterni, producendo complessivamente 64 miliardi di fatturato, pari al 4,3% del Pil. “Constatiamo con piacere come la Legge sia giunta ad approvazione con un processo legislativo complesso, ma esauriente ed efficace – afferma Luciano Dematteis, Vice Presidente Vicario del Centro Servizi Vol.To -, e siamo positivamente impressionati dal fatto che si preveda una seria attività di controllo sugli organismi del Terzo Settore, sulle loro attività e finalità. Siamo però decisamente preoccupati per l’aumento di attività per i Centri di Servizio che potrebbe condurre a una crescita non facilmente prevedibile degli oneri, con conseguente impoverimento delle Associazioni di Volontariato. Proprio al fine di scongiurare questa eventualità, ci auguriamo che nei decreti attuativi trovi piena applicazione quanto prescritto nell’art. 5 che prevede per i Centri di Servizio un adeguato finanziamento attraverso un programma triennale“. Terzo Settore: una nuova definizione L’articolo 1 della Legge definisce il Terzo settore come il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, in attuazione del principio di sussidiarietà promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontarie e gratuite o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi. Non fanno parte del Terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali di categoria economica. La legge non si applica alle Fondazioni Bancarie. I Centri di Servizio per il Volontariato, cosa cambia Si introduce il cosiddetto principio della porta aperta: i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) potranno essere gestiti non solo dalle organizzazioni di volontariato ma da tutti gli enti del terzo settore (sebbene negli organi di governo la maggioranza deve essere garantita al volontariato) e i servizi saranno erogati a tutti gli enti che si avvalgono di volontari. I centri di servizio forniranno supporto tecnico, formativo e informativo, promuoveranno e rafforzeranno la presenza e il ruolo dei volontari nei diversi enti del Terzo settore. È inoltre prevista la costituzione di organismi di coordinamento regionali e sovraregionali con funzione di programmazione e controllo dei CSV. Nasce una nuova Fondazione Il ddl istituisce la Fondazione Italia sociale, con lo scopo di sostenere la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi, a partire da un contributo pubblico di un milione di euro. Il Servizio civile diventa universale Possono partecipare al Servizio Civile i ragazzi dai 18 ai 28 anni, sia italiani che stranieri purché siano residenti in Italia da almeno cinque anni (una novità della riforma, prima era destinato solo agli italiani). Fino ad oggi il servizio civile volontario durava 12 mesi, con la riforma durerà dagli 8 ai 12 mesi. Due di questi mesi dovranno essere trascorsi in altra regione o altro Paese europeo. L’obiettivo è accrescere la coscienza dell’appartenenza all’Europa, oltre che incrementare le competenze linguistiche. Sono previste 100 mila adesioni all’anno. Istituito il Consiglio Nazionale del Terzo Settore La legge istituisce un nuovo organismo di consultazione a livello nazionale degli enti del Terzo settore, la cui composizione dovrà, fra l’altro, valorizzare le reti associative di secondo livello e al quale non sono però indirizzate risorse umane e finanziarie. Il Testo prevede inoltre un Fondo per il Terzo Settore destinato alle attività di interesse generale promosse da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione 17,3 milioni di euro nel 2016 e di 20 milioni di euro a decorrere dal 2017. Scarica il testo della Legge Delega per la Riforma del Terzo Settore Share on Facebook Share Share on TwitterTweet Send email Mail Print Print