Outsider: incontro con Farhad Bitani

logoutsiderL’Associazione Outsider Onlus ha il piacere di invitarvi giovedì 16 aprile 2015 alle ore 21 all’incontro con Farhad Bitani, autore del libro L’ultimo lenzuolo bianco. L’inferno e il cuore dell’Afghanistan

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi ventisette anni di vita. Adesso le racconto. Lascio le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così il bellissimo e intenso libro di Farhad Bitani, edito da Guaraldi, con prefazione di Domenico Quirico.

Classe 1986, ex capitano dell’esercito afghano, Farhad è nato e cresciuto immerso nella violenza. Durante la sua infanzia ha vissuto la guerra prima da vincitore, perché suo padre era uno dei generali mujaheddin che hanno sconfitto il potere sovietico; poi da perseguitato, perché suo padre era nemico dei talebani che in Afghanistan avevano preso il potere. In seguito l’ha vissuta da militare, combattendo egli stesso contro i talebani.

Farhad ha conosciuto la ricchezza e poi la povertà, ha vissuto nello sfarzo e poi nella totale privazione. «Con i talebani ho assistito a stupri, decapitazioni. Con i mujaheddin famiglie potenti come la mia si sono spartite gli aiuti umanitari che giungevano da ogni parte del mondo ed erano destinati ai più poveri. Ho lapidato due donne. Non ho mai provato sensi di colpa. Ma le grida di quella madre e delle sue figlie obbligate ad assistere alla sua esecuzione non le dimenticherò mai. Il fondamentalismo islamico ha conquistato metà del mondo, ora vuole la fine dell’Occidente. Come i mujaheddin e i talebani, anche io ero un fondamentalista. Disprezzavo tutti gli infedeli e credevo che sarebbe stato giusto che l’islam trionfasse con le armi in tutto il mondo».

Un giorno di vacanza del 2011, Farhad è rimasto ferito durante un attentato alla sua vita. Un fatto che lo ha cambiato. Durante la riabilitazione a Dubai ha iniziato a scrivere le memorie che Guaraldi ha coraggiosamente scelto pubblicare.

«Pronunciare la verità è un piccolo gesto, in fondo. La vera sfida è accettarla. E, ancor di più, accoglierla come propria storia personale. Perderò delle amicizie, ma non mi importa. Soltanto la verità può liberare il mio paese».

L’appuntamento è alle ore 21, giovedì 16 aprile, presso la sede di Outsider Onlus (ingresso da via Cottolengo 12).

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