Vivere, in arrivo un’app dedicata ai propri disabili

Vivere, l’Associazione di Volontari e Famiglie con Figli Portatori di Handicap, è più che mai consapevole di quanto siano difficili questi giorni segnati dalla presenza del coronavirus nella vita di tutti i giorni e di come sia necessario camminare insieme per poter meglio affrontare la battaglia a cui tutti in diversa misura siamo chiamati.

Lo sconforto, se non addirittura la scomparsa stessa dell’Associazione, poteva essere il primo risultato della chiusura di tutte le attività come imposto giustamente dalle autorità preoccupate dall’espansione della pandemia. E infatti Vivere, come tante realtà del territorio torinese, è stata costretta a sospendere a malincuore in via cautelare tutte le attività rivolte all’esterno comprese le collaborazioni con altre associazioni.

Cosa fare quindi? Dopo avere riordinato le idee, le azioni messe in campo sono state molteplici. Anna Lina Olivieri consigliere e responsabile dei progetti di Vivere racconta come si è tirata su le maniche l’intera associazione: “Abbiamo sentito da subito forte l’urgenza di non lasciare al loro destino i disabili cognitivi e relazionali che seguiamo e di conseguenza le loro famiglie. Dopo un brevissimo momento di smarrimento, abbiamo messo in atto una serie di iniziative che potevano in qualche modo andare a sostituire tutte quelle attività e quei laboratori di cui ci occupavamo prima dell’arrivo del coronavirus”. Continua Olivieri: “Due sono state le principali preoccupazioni: nonostante fosse impossibile uscire non volevamo perdere il contatto e il rapporto con le persone che seguivamo abitualmente, sgravando così per qualche ora di responsabilità i genitori nella maggior parte dei casi anche anziani, ma non volevamo neanche correre il rischio di perdere quel bene prezioso che sono i volontari stessi. Senza una risposta meditata e coordinata l’unico scenario possibile sarebbe stato chiudere l’associazione, un lusso che non si potevamo in alcun modo permettere”.

 

Quattro quindi gli step dell’azione messa in campo da Viviere. Oliveri racconta: “Non tutti i disabili che seguiamo hanno le competenze e gli strumenti per poter comunicare utilizzando le più avanzate tecnologie e così abbiamo chiesto ai nostri volontari di prendersi in carico il compito di contattare telefonicamente quotidianamente tutti i ragazzi dei gruppi che seguivano. Tutto questo allo scopo di fare sentire la nostra presenza a tutti, nessuno escluso”. Poi il secondo step: “Nel giro di una settimana è stato possibile per i più partecipare anche a gruppi whatsapp cosa che ha permesso a molti di loro di poter essere coinvolti tutto il giorno in discussioni via chat. È stato qualcosa di importante perché ai disabili è stata data la possibilità concreta di continuare a coltivare i propri contatti, alleggerendo di molto il peso delle ore di isolamento. Non solo: anche le famiglie ne hanno tratto beneficio dal momento che vedevano i propri figli in qualche modo occupati. Così nessuno si è sentito abbandonato a se stesso”.

Olivieri poi racconta l’esistenza di un gruppo maggiormente specializzato dal punto di vista tecnologico impegnato in videochiamate su Skype: “Abbiamo chiesto ai professionisti che avrebbero tenuto per la nostra associazione dei laboratori di potersi organizzare e farli anche su web. La risposta è stata importante, immediata e soprattutto ha avuto grande riscontro”.

A questi quattro livelli di intervento se ne aggiungerà presto anche un quinto, ancora più raffinato. Decisamente all’avanguardia. Vivere infatti dopo un lavoro “matto e disperatissimo” è riuscita a vincere il bando della Compagnia di San Paolo “Insieme andrà tutto bene” per la realizzazione di un’app dedicata per i propri assistiti. Un’app che si spera possa aiutare ulteriormente la partecipazione, archiviando e storicizzando tutti gli interventi per meglio raffinare interventi e laboratori anche futuri. Questo nuovo supporto accoglierà infatti video, tutorial, audiovisivi, foto, documenti vari fruibili dai ragazzi e dalle loro famiglie. Un passaggio necessario a detta di Olivieri: “Questa situazione impostaci dal cronavirus non cambierà a breve e soprattutto non si potrà tornare a fare attività con gruppi di 10 persone come eravamo abituati. È necessario trovare nuove strade per poter declinare le nostre iniziative e quella dell’app è la migliore strada possibile. Siamo convinti che le due modalità di assistenza, quella in compresenza e quella tecnologica, debbano procedere di pari passo”.

 

PER INFO E SE VUOI ADERIRE A QUESTE ATTIVITA’ CHIAMA SUBITO Giovanna 3388138834, Renata 3397342956, Clara 3475338593, Anna 3496666830.

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