Camminare Insieme, farmaci distribuiti dalla finestra: “Ma è urgente riaprire l’ambulatorio e il servizio di odontoiatria”

In 25 anni di attività dell’associazione Camminare Insieme, un numero sempre crescente di persone si è affacciato al portone dell’ambulatorio di via Cottolengo 24/a: 881 volontari – medici, infermieri, addetti alla segreteria e all’accoglienza – hanno permesso di effettuare 217.847 visite su 48.942 pazienti (dati riferiti al 10 maggio 2019). Oggi, in piena emergenza Covid-19, le persone bussano alla finestra per avere i farmaci che non possono permettersi, ma di cui hanno bisogno. Ma le visite ambulatoriali sono bloccate, così come è ferma l’attività del centro salute mamma bambino.

“Il problema è mettere tutto in sicurezza. Il servizio che attualmente riusciamo a dare è distribuire i farmaci attraverso la finestra, a pazienti vecchi e nuovi. Ma le persone hanno anche bisogno anche di essere visitate” spiega Antonietta Giusti, rappresentante del settore amministrativo nel direttivo dell’associazione, il cui presidente è Sergio Durando. “Stiamo preparando – continua Antonietta Giusti – il piano della sicurezza in vista di una graduale riapertura dal 18 maggio. Il nostro personale sta procedendo a pulizia e sanificazione, poi dovremmo organizzare l’accesso all’ambulatorio con triage e prova della temperatura. E soprattutto dovremo capire su quali medici possiamo contare: alcuni sono anziani, non se la sentono di riprendere visto che si tratta di un’attività particolarmente a rischio”.

Prima dell’emergenza Covid-19, un centinaio di persone al giorno si rivolgeva all’ambulatorio dell’associazione Camminare Insieme. Adesso non più di una quindicina di persone passa a ritirare farmaci e a chiedere consigli, necessità per cui è anche attivo un servizio di assistenza telefonica. “Proviamo a tenere contatti telefonici – spiega Antonietta Giusti – per capire necessità e problemi, anche con le mamme che normalmente partecipano ai nostri incontri informativi. La difficoltà linguistica è la più grande, spesso le persone rinunciano a richiedere i loro diritti perché temono di non farsi capire. Noi cerchiamo di dare informazioni di tipo sanitario, accompagnarli nei percorsi di assistenza, indirizzarli. Ma per telefono non si possono fornire né diagnosi né terapia, per questo è importante riaprire l’ambulatorio”.

La nota più dolente riguarda i servizi odontoiatrici, cui Camminare Insieme partecipa all’interno di Odontoiatria sociale in rete. “Il 40 per cento delle persone che vengono alla finestra ha mal denti, è un problema enorme. Tutti i punti pubblici sono fermi, c’è solo la soluzione ospedaliera per i casi estremi”.

Inoltre c’è la parte, fondamentale, di aiuto concreto: “Stiamo aiutando circa 60 famiglie e 40 studenti stranieri in difficoltà. Abbiamo fatto bonifici e ricariche telefoniche, due volte al mese provvediamo alla distribuzione di viveri, a integrazione di quanto viene distribuito dal Banco Alimentare. Le richieste sono molte, quando vedono che distribuiamo i pacchi in via Cottolengo, tante persone vengono a chiedere. Ma la maggior parte delle spese le consegniamo direttamente a casa, con l’autista c’è sempre una mediatrice, ne approfittano per parlare e raccogliere necessità. È cambiato modo di avvicinarsi alle persone, le persone che hanno bisogno sono sempre le stesse”.

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