L’Associazione Sollievo ora è una “casa di produzione”

L’Associazione Sollievo si è trasformata in questi giorni di emergenza coronavirus in una vera e propria “centrale operativa” al fine di offrire ascolto a tutte le persone che ne sentono bisogno e necessità. Anzi, a ben vedere come si è organizzata, l’Associazione Sollievo ha di fatto messo in piedi una casa di produzione di contenuti…ad alto tasso di positività. All’interno di una grande casa con giardino di Leinì, da quanto è scoppiata l’emergenza coronavirus una decina di persone, sotto la supervisione operativa della presidentessa Silvana Papandrea, hanno deciso di “approfittare” della quarantena per stare insieme e continuare a essere di aiuto per gli altri: un numero telefonico dedicato, ma anche la produzione di contenuti video da diffondere con tutti i moderni mezzi di comunicazione.

La presidentessa Silvana Papandrea racconta così questi giorni così intensi: “Lo spirito della nostra Associazione non è cambiato con il virus, ci siamo semplicemente riorganizzati per continuare a fare quello che facevamo prima. Abbiamo messo in campo strumenti diversi, puntando molto sull’esperienza della nostra casa famiglia, sul senso di gruppo e fratellanza. Mai come adesso questo è utile e fa la differenza”. Sempre Papandrea: “Nelle nostre intenzioni c’è quella di arrivare alle persone anche attraverso l’arte e la musica. Vogliamo sfruttare tutti gli strumenti che abbiamo per cancellare il silenzio di questi giorni. È il nostro modo di continuare l’attività e non arrenderci.  Cerchiamo di trasmettere il messaggio in cui noi crediamo: l’importanza delle relazioni tra le persone. E poco importa se queste ora si reggono sul mezzo telefonico”. Poi un accenno alla casa-famiglia: “Anche i ragazzi che stanno svolgendo il servizio civile con noi hanno capito il senso del nostro agire e, in pieno accordo con le loro famiglie, si sono trasferiti qui da un mese a questa parte aiutandoci a realizzare quotidianamente tutti i nostri progetti nella ferma convinzione che soltanto gli atti d’amore possono guarire il mondo”.

Papandrea prova a spiegare un po’ più nel dettaglio le iniziative messe in campo: “Come Associazione normalmente seguiamo quasi 250 persone e in questo momento di difficoltà generale abbiamo pensato che fosse importante offrire un servizio in grado di intercettare i bisogni e contrastare la solitudine che in diversi modi potrebbe manifestarsi. Non è un caso che abbiamo deciso di diversificare anche i servizi in base all’età delle persone. Un bacino a cui guardiamo con molta attenzione ad esempio sono i giovani in età scolastica, ragazzi che per seguire le lezioni devono stare sei o sette ore davanti al computer in maniera alienata e che quindi hanno bisogno di un contatto “caldo”. Ragazzi che stanno veramente uscendo di testa. Noi con le nostre videochiamate di gruppo, ma anche individuali, vogliamo in questo momento di difficoltà provare a tenere le relazioni tra le persone al centro».

La presidentessa Papandrea continua nella sua carrellata: “Per i bambini più piccoli stiamo realizzando una favola, curando noi stessi testi e musica, in cui cerchiamo di spiegare il momento e offriamo strumenti per poter meglio affrontare. Sono 10 minuti di riprese a puntata; le realizziamo nel nostro giardino e poi le inviamo ai genitori dei bambini che seguiamo così che possano vederle. Sul canale Youtube che abbiamo creato carichiamo poi ovviamente tutto il nostro materiale”. Non solo: “Alcune ragazze dell’associazione si sono poi anche prese l’incombenza di registrare dei video in cui vengono mostrate delle posizioni yoga per fare esercizi sulla respirazione e sulle difese immunitarie. Molte persone tra l’altro ci rispondono inviando a noi dei video”.  Ancora Papandrea: “Grazie al progetto “Teatro a casa” messo a disposizione dal teatro Leo Amici di Montecolombo, in provincia di Rimini, nella persona di Carlo Tedeschi, regista che ci ha aiutato a realizzare lo spettacolo Accadde per Strada, scritto dai giovani dell’Associazione sulle tematiche giovanili, abbiamo la possibilità di divulgare il nostro messaggio nelle case di tutti, in quanto questo ed altri spettacoli di Tedeschi si possono vedere online gratuitamente sul sito del teatro. Perciò anche il progetto artistico rivolto ai giovani non si ferma!”.

Per gli adulti la fa da padrone ovviamente l’ascolto telefonico. Sempre Papandrea: “Non vogliamo essere uno sportello psicologico e infatti volutamente cerchiamo di trasformare le telefonate che riceviamo in chiacchierate tra “amici”. Vogliamo in maniera semplice fare capire come questa situazione può diventare un’opportunità per scoprirsi più forti dopo. Un motivo per cui a volte con una sola persona stiamo anche un’ora e mezza al telefono. La speranza è quella di propiziare il cambiamento interiore, quello che fa la differenza anche a emergenza finita”.

Ci sono anche attività che riguardano i disabili. La presidentessa di Sollievo Papandrea le racconta così: “Anche loro sono ovviamente coinvolti nei nostri progetti e sono seguiti da me personalmente con l’aiuto delle loro famiglie. Con alcuni al telefono facciamo discorsi e ragionamenti su quello che sta accadendo, con altri ci diciamo semplicemente che ci vogliamo bene. Per molti è già sufficiente per sentirsi bene e più tranquilli”.

Martina, una delle volontarie dell’Associazione, racconta dal suo punto di vista le attività dell’Associazione in questo giorni: “Questa nuova situazione ci ha imposto soltanto una riprogrammazione. Il senso però della nostra attività non è affatto cambiato e a ben vedere non si è neanche attenuato. Anzi. Siamo riusciti a ben organizzarci e abbiamo riproposto il servizio di ascolto telefonico. Un’iniziativa che abbiamo voluto chiamare non a caso Cuori in ascolto. La nostra intenzione è davvero quella di dare supporto morale, nella speranza di creare delle relazioni autentiche. Il servizio è rivolto a tutti quelli che ne sentono il bisogno, non solo giovani e famiglie che seguiamo abitualmente. Anzi se possibile ci piacerebbe allargare il raggio d’azione al di fuori del nostro territorio. Il servizio è davvero aperto a tutti, ovviamente anche alle persone anziane». Martina racconta a tal proposito alcune telefonate ‘fuori contesto’: “Ci hanno chiamato anche dalla Campania. È stato un errore perché erano persone che cercavano un’altra associazione Sollievo di quel territorio, ovviamente noi ci siamo messi a loro disposizione per per aiutarli a mettersi in contatto con loro. Noi vogliamo essere di aiuto, non importa poi per che cosa”.

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