Alla Casa delle Donne il supporto continua a distanza: ma in caso di violenza bisogna chiamare il numero 1522

“Abbiamo chiuso a marzo la Casa delle donne di Ivrea e lo sportello di ascolto di Cuorgnè, ma abbiamo attivato dei numeri di telefono per chi avesse bisogno di supporto. Noi siamo volontarie, siamo uno sportello di ascolto, per cui la prima cosa da dire in modo chiaro è questa: se una donna è vittima di violenza o si trova in una situazione di pericolo, deve fare denuncia ai carabinieri o rivolgersi ai numeri preposti, come il 1522”. Il 1522 è un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento per le Pari Opportunità: gratuito anche dai cellulari e attivo 24 ore su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

A dare indicare la linea da seguire in caso di violenza domestica è Letizia Carluccio Lesca, presidentessa dell’associazione “Donne contro la discriminazione”. Purtroppo i numeri parlano chiaro: in queste settimane di lockdown le vittime di femminicidio sono drammaticamente aumentate, se ne conta una a settimana, ma le denunce sono dimezzate.

“Alla Casa delle donne – continua Letizia Carluccio Lesca – funziona la segreteria telefonica al 0125/49515:  nel messaggio viene segnalato il numero di telefono di Federica Laurenzio, counselor che si è resa disponibile per fare da raccordo sul territorio, cioè sarà lei a stabilire contatti con le strutture territoriali più indicate al problema. Per quanto riguarda lo sportello di ascolto di Cuorgnè, aperto lo scorso ottobre, è stato comunicato alla cittadinanza il numero di cellulare 345/3634578, attivo come in orario di sportello, tutti i giovedì dalle 17 alle 19, la cui segreteria viene ascoltata quotidianamente da una volontaria che in base alle necessità risponde ed indirizza”.

Ma anche all’associazione “Donne contro la discriminazione” arrivano poche telefonate: “Dall’8 marzo abbiamo avuto 5 segnalazioni in tutto. Normalmente le chiamate sono 4/5 alla settimana, anche se adesso chi chiama ha la necessità di avere un consiglio immediato, visto che altri servizi sono comprensibilmente concentrati sull’emergenza coronavirus. Oltre a questo – specifica la presidentessa – noi continuiamo a seguire a distanza le donne che già conoscevamo, via Skype o per telefono, oltre a sentirci con videochiamate tra noi volontarie”.

L’intenzione è riaprire lo sportello pubblico dal 18 maggio: “Stiamo lavorando per questo – conclude Letizia Carluccio Lesca – anche se non sarà facile, perché non abbiamo abbastanza volontarie giovani che non facciano lavori a rischio. Senza forzature e nelle condizioni di massina sicurezza, proveremo a riaprire un giorno a settimana, per cominciare, oltre a continuare con il supporto, psicologico e anche legale, in caso di disagio”.

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